La storia

2 febbraio – 31 agosto, ben sette mesi dedicò il Conte Filippo Buttari alla stesura del lungo e minuzioso testamento olografo, con il quale destinava il suo ingente patrimonio a coloro che occupavano l’ultimo posto nella società del suo tempo:

“……..Di tutti i singoli miei beni, mobili, stabili, semoventi, crediti, azioni e ragioni qualunque e di qualsiasi provenienza, in qualunque luogo posti ed esistenti, nomino ed istituisco mio erede generale uno stabilimento dei poveri cronici campagnoli……… Questo stabilimento che dai miei signori esecutori testamentari sarà eretto nella mia villa di San Sabino nel locale che sarò per destinare unitamente al trattamento disciplina ed altro da osservarsi, lo pongo sotto la protezione di Maria S.S. Addolorata e prenderà il nome di Opera Pia Grimani Buttari …….”

 

Filippo Buttari nasce il 21 Giugno 1788, da una prestigiosa famiglia patrizia osimana. Il 31 agosto 1822 sposa Pisana Grimani, Contessa di Santa Maria Formosa in Venezia. Il Conte Buttari trascorre una vita tranquilla, amministrando i suoi beni, frequentando amici e parenti e corrispondendo con vari nobili e religiosi di Ancona, Macerata e Fermo.
Nel 1850 inizia la lunga malattia che conduce alla morte la Contessa Pisana il 2 febbraio 1865, all’età di 84 anni.
A quattro anni dalla morte della moglie inizia la stesura del testamento

La morte del Conte Buttari avviene il 24 dicembre 1875. Il successivo 26 dicembre si apre il testamento davanti al notaio osimano Filippo Frezzini. Le sue volontà saranno rispettate: l’anno successivo si apre lo “stabilimento” ai primi “cronici campagnoli”. Nel corso degli anni lo stabilimento aumenta il numero degli anziani ricoverati, per cui la Commissione Amministrativa decide di erigere nei pressi della villa un nuovo edificio, affidando i lavori all’architetto osimano Costantino Costantini. Una lapide, apposta nello scalone di ingresso della nuova Casa di Riposo, ne ricorda l’inaugurazione avvenuta il 26 maggio 1886, onomastico del fondatore.

Gli amministratori che si sono avvicendati nella Commissione dell’Opera Pia nel corso di tanti lunghissimi anni, hanno proseguito e perfezionato il lavoro dei loro predecessori.

Di pari passo all’aumento della popolazione anziana, prendendo atto delle conseguenti necessità, gli amministratori decidono per l’attuazione di ulteriori opere: nel 1977 l’ex Villa del Fondatore viene ristrutturata per ospitare coppie di coniugi anziani. Nel marzo del 1983 si inaugura un edificio ex novo, progettato dall’architetto Arturo Piangerelli di Recanati, destinato ad accogliere anziani non autosufficienti. Nel 1995 si riapre il “vecchio edificio”, che accolse la prima Casa di Riposo, internamente ristrutturato, secondo le piu’ avanzate normative del settore, su progetto dell’architetto Filiberto Andreoli di Osimo.

L’ampliamento e le numerose trasformazioni apportate in seno all’Opera Pia, il costante miglioramento della qualità dei servizi, sono stati considerati dall’Amministrazione Comunale di Osimo.

Il 18 settembre 1995, festa del Patrono, il Sindaco ha conferito la medaglia d’oro di civica benemerenza per i seguenti motivi:

“che in accordo alle sue tavole di fondazione del 1869 per oltre un secolo ha assicurato ad una particolare categoria di anziani – i coloni – servizi di alto livello qualitativo successivamente estesi anche ad altri gruppi a conferma delle speranze del suo fondatore, Conte Filippo Buttari”.

Molti anni sono trascorsi ma il tempo non ha minimamente scalfito l’ideale che animò lo spirito del Fondatore, grazie al lavoro continuo e competente svolto dagli Amministratori e da tutti coloro che, in modi diversi, hanno prestato, per un fine comune, la loro opera al servizio degli Ospiti della Casa di Riposo.